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Spedizioni merci fra Italia e Regno Unito: prepararsi a quello che sarà il “giorno più lungo”

Contributo a cura di dott. Giorgio Poggio * * managing director Aprile Uk (gruppo Savino Del Bene) e director della Camera di Commercio Italiana in Uk   Covid19 e Brexit è una miscela esplosiva che sta creando non pochi problemi al flusso delle merci in importazione ed esportazione in Inghilterra e in Europa. Il flusso […]

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16 Febbraio 2021
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Giorgio Poggio

Contributo a cura di dott. Giorgio Poggio *

* managing director Aprile Uk (gruppo Savino Del Bene) e director della Camera di Commercio Italiana in Uk

 

Covid19 e Brexit è una miscela esplosiva che sta creando non pochi problemi al flusso delle merci in importazione ed esportazione in Inghilterra e in Europa.

Il flusso delle merci via terra  sta riscontrando diversi ritardi e problematiche dovute a 5 fattori: sottodimensionamento delle strutture doganali rispetto alla domanda, squilibrio tra domanda e offerta da parte degli operatori logistici di mercato, rallentamenti nella formazione del nuovo personale dovuti al COVID19 da parte di tutta l’industria, sistemi informatici di dogane, carrier e operatori logistici in fase di test e per finire una scarsa preparazione documentale da parte della domanda.

A proposito dei danni per il flusso delle merci in importazione, per quanto concerne la modalità intermodale i transit time per le consegne si sono allungati di circa quattro giorni creando code di camion ai punti di confine. In esportazione la carenza di strumenti doganali (garanzie di transito i.e. T1) sta rallentando notevolmente il flusso in uscita.

Giusto per fare un esempio recentissimo, lo staff del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incaricato il nostro gruppo di esportare e spedire merce dal Regno Unito all’Italia. Non riuscendo a trovare garanzie doganali per il transito (T1) abbiamo dovuto utilizzare una soluzione che prevede l’immissione in libera pratica (regime 42) e quindi importazione definitive in Italia. Abbiamo aggirato l’ostacolo utilizzando soluzioni doganale più complesse di una semplice esportazione in regime di transito.

Molti esportatori ed importatori stanno cercando soluzioni alternative al cosiddetto servizio “all truck” valutando soluzioni intermodali via treno o via mare e contestualmente si stanno adeguando alle nuove regole post Brexit.

Guardando a cosa sta facendo l’industria della logistica posso dire che stiamo lottando contro il tempo per prepararci a quello che sarà il “giorno più lungo”. In questo periodo stiamo attraversando un periodo di limbo dove la dogana inglese concede molte agevolazioni per gestire le importazioni. Da giugno la dogana di Sua Maestà applicherà tutte le regole doganali alla lettera (certificate di origine, ispezione, Certificate of inspection, ecc.) e la documentazione transitoria cesserà la sua validità. Sarà fondamentale conoscere nel dettaglio la documentazione doganale necessaria per importare ed esportare la merce in Uk.

Quanto vale il mercato Italiano in UK? L’Italia è al quarto posto per esportazioni nel Regno Unito. L’Inghilterra è da sempre un ottimo mercato per I nostri prodotti agroalimentari e manifatturiero per citarne alcuni. A proposito di come hanno vissuto gli imprenditori i primi giorni di post Brexit posso dire che alcuni di loro erano molto preparati, altri invece hanno scoperto che per importare in UK avevano bisogno di una partita Iva inglese o viceversa europea. Fondamentale il lavoro degli studi fiscali Italiani a Londra per dare supporto e risposte al nostro Made in Italy.

I consigli che posso dare sono quelli di tenersi costantemente informati. A tal proposito ho creato un canale You Tube dove aggiorno colleghi e imprenditori sulle novità relative alla Brexit e un email brexit@uk.aprilenet.com dove postare domande e richieste di chiarimento. Parliamo di documentazione doganale, di processi e delle novità che il mercato ci presenta in tempo reale ogni giorno. Infine, consiglio a tutti di iscriversi alla Camera di commercio Italiana in Uk (ICCIUK), in modo da accedere a tutte quelle competenze che il consiglio e i membri di questa associazione mettono a disposizione.

Cosa ci aspetta il futuro: con l’aumento della complessità è inevitabile l’aumento dei costi. Per quanto riguarda le soluzioni, l’industria della logistica sa cosa fare e come fare a re-impostare la supply chain post Brexit. La vaccinazione e il ridimensionamento della pandemia determineranno la velocità di esecuzione delle azioni correttive.

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