Assotir e l’indagine antitrust sulla Gdo: “Imposte tariffe inferiori ai minimi anche del 40%”
L’associazione dell’autotrasporto ha contribuito al procedimento sottoponendo alla authority un proprio documento

A poche settimane dall’avvio di una indagine da parte dell’antitrust sulla Gdo e sulla filiera agroalimentare, Assotir ha fatto sapere di avere dato il proprio contribuito al procedimento avendo sottoposto alla authority un proprio documento che verte in particolare sulla filiera logistica dei prodotti.
Il tema dei rapporti tra autotrasporto e Gdo è peraltro da tempo al centro dell’operato di Assotir, che dopo avere creato al suo interno una sezione dedicata, ha recentemente elaborato alcune proposte operative sintetizzandole in un documento programmatico poi sottoposto alla sua controparte.
“La Grande Distribuzione Organizzata impone ai trasportatori tariffe al di sotto, anche del 40%, dei valori minimi di riferimento indicati dalle tabelle pubblicate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti trimestralmente” è la denuncia dell’associazione che segnala di essersi vista riconosciuti nel periodo 2021-2025 incrementi tariffari “praticamente nulli, ad eccezione di qualche caso isolato in cui si è arrivati al massimo a un incremento del 4%, il differenziale quindi oggi raggiunge i 20 punti”.
L’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato partiva dalla osservazione che i prezzi praticati dalla Gdo sui prodotti alimentari nel periodo 2021-2025 avevano vissuto un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (pari al 17,3%).
Come ricordato da Claudio Donati, segretario generale dell’associazione, nella Gdo operano circa 40mila imprese di autotrasporto, per circa 400mila autoveicoli. La posizione dominante di cui godono le catene penalizza “tutti i fornitori in generale, a iniziare dai produttori agricoli”. “Per quanto riguarda il trasporto, questo squilibrio si traduce in condizioni di operatività in netta contraddizione con l’esigenza di sicurezza che la legge intende tutelare”.
Secondo quanto rilevato da Assotir tra i suoi associati, in media il costo dell’autotrasporto incide su un qualsiasi prodotto venduto al supermercato tra il 2 e il 4%. Tuttavia, questa voce nelle analisi scompare, per essere inglobata “all’interno di voci generiche, quali ‘costi commerciali’ o ‘costi logistici'”.
“Ci auguriamo che l’indagine promossa dall’Antitrust contribuisca a fare chiarezza su un sistema che sembra fondato su troppi e poco trasparenti passaggi” conclude Donati. “La catena produce, forse, prezzi competitivi per il consumatore, ma dà anche vita a enormi aree di sfruttamento. Le norme sulla sicurezza vengono quotidianamente violate, nell’indifferenza generale, a partire dagli operatori della GDO, a cui bisognerebbe imporre il rispetto della legge”.
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