Oltre la metà del Parmigiano Reggiano (50,5%) ora è destinato all’estero
Positivo il trend negli Usa (+2,3%), primo mercato di destinazione

Il Parmigiano Reggiano rafforza il proprio posizionamento globale in un contesto macroeconomico complesso. Lo dicono i dati 2025 presentati oggi dal Consorzio nel corso a Milano.
Il giro d’affari al consumo del formaggio italiano più noto ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro, mostrando un andamento divergente tra Italia ed estero. Da un lato, la domanda internazionale continua a crescere (+2,7%), arrivando a rappresentare oltre la metà del totale (50,5%), mentre il mercato domestico registra una sensibile contrazione dei volumi.
Rispetto al 2024, la produzione è aumentata, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).
Se la quota acquistata in Italia si attesta al 49,5%, l’export, pari al restante 50,5%, raggiunge le 74.980 tonnellate, con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 tonnellate), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).
Proprio negli Stati Uniti (primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta però complesso, anche per via dei dazi aggiuntivi, che sommati alla tariffa storica del 15%, portano il livello complessivo al 25%. Insieme alla forte incertezza normativa e operativa, rappresentano un elemento di rischio per il 2026.
In questo contesto, il Consorzio spiega di avere continuato a investire sul posizionamento globale della marca, con investimenti pari a circa 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione.
“Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercat”», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto”.
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