Export italiano stazionario (-0,2%) a febbraio
Le vendite verso gli Usa registrano un netto aumento (+8%) ma restano concentrate nella farmaceutica e negli “altri mezzi di trasporto”

A febbraio 2026 l’export italiano in valore è pressoché stazionario su base annua (-0,2%), mentre si riduce in volume del 2,2%. La situazione di equilibrio in termini monetari, spiega Istat, è sintesi di una crescita per i mercati extra Ue (+2,8%) e di una riduzione per quelli Ue (-2,9%).
Parallelamente, l’import registra una flessione tendenziale dell’1,3% in valore, che coinvolge in misura più ampia l’area Ue (-2,0%) rispetto a quella extra Ue (-0,3%). In volume, invece, le importazioni crescono dello 0,4%.
A frenare le vendite estere sono soprattutto i settori dei mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-22,1%), di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (-12,1%) e di coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,2%). I contributi positivi maggiori arrivano invece dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+30,7%) e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+3,0%). Guardando ai mercati, a fornire i contributi negativi maggiori sono Germania (-15,4%), Spagna (-15,3%), Turchia (-27,0%) e Regno Unito (-13,6%), mentre crescono le esportazioni verso Svizzera (+33,2%), Stati Uniti (+8,0%) e paesi Opec (+14,5%).
Passando all’analisi congiunturale, Istat stima per il mese una crescita sia per l’export (+2,6%) – frutto in particolare delle maggiori vendite verso l’area extra Ue (+5,3%) – che per l’import (+3,5%).
Più nel dettaglio, l’analisi di Istat rileva come sia la dinamica su mensile sia annua dell’export siano state in parte influenzate dall’elevato impatto della cantieristica navale.
Al netto di questa componente, l’aumento congiunturale sarebbe stato meno ampio (da +2,6% a +1,8%) e si sarebbe assistito a crescita tendenziale del +0,9%.
La crescita anno su anno delle vendite verso gli Usa a febbraio resta elevata ma, rileva ancora Istat, “è concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto; quella più sostenuta verso la Svizzera si deve soprattutto alle maggiori esportazioni di metalli; mentre la decisa flessione dell’export verso la Germania è influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate a febbraio 2025 (al netto di queste, la flessione si riduce a -0,7%)”.
Infine, osservando l’andamento dei primi due mesi del 2026, Istat segnala per l’export una flessione tendenziale del 2,2%, cui contribuiscono soprattutto le minori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-16,3%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-29,1%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (-4,1%). L’apporto positivo maggiore deriva, invece, dall’aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+24,2%).
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