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Trasporto dei vaccini affidato a Sda: dai competitor rilievi sulla concorrenza e sul rispetto delle normative

La scelta della struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri di affidare la consegna finale del vaccino Moderna a Sda, come ormai noto, ha fatto alzare qualche sopracciglio tra gli operatori logistici specializzati nella distribuzione di prodotti farmaceutici. Ai perplessi si è aggiunta ieri anche Conftrasporto, che per voce del suo presidente Paolo Uggé ha dichiarato: […]

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15 Gennaio 2021
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La scelta della struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri di affidare la consegna finale del vaccino Moderna a Sda, come ormai noto, ha fatto alzare qualche sopracciglio tra gli operatori logistici specializzati nella distribuzione di prodotti farmaceutici. Ai perplessi si è aggiunta ieri anche Conftrasporto, che per voce del suo presidente Paolo Uggé ha dichiarato: “Le cautele invocate dagli operatori specializzati sul trasporto dei farmaci – nell’articolo di Supply Chain Italy – sono le stesse che ci hanno spinti a chiedere un incontro al governo lo scorso novembre. La delicatezza dell’operazione sui vaccini richiede, a nostro avviso, la competenza di personale specializzato che abbia anche maturato una certa esperienza sul campo”.

Nei mesi passati le aziende del comparto, tramite diverse associazioni di categoria, avevano chiesto con forza al Governo di approntare un piano per la logistica del preparato, dicendosi disponibili a collaborare ma, come noto, la decisione del commissario all’emergenza era andata nella direzione di una gestione ‘in casa’, senza il coinvolgimento di privati ma con l’attività di consegna direttamente svolta dall’Esercito.

Comprensibile quindi che ora la ‘novità’ di un trasporto affidato (almeno per quel che riguarda la prima tornata di vaccini Moderna) a un operatore non specializzato nel segmento pharma quale appunto Poste Italiane venga vista con un certo disappunto da chi invece specializzato lo è.

Diversi di questi operatori nelle ultime ore stanno ponendo quesiti rispetto alle capacità tecniche del corriere espresso di Poste Italiane di gestire questo particolare carico, così come alla conformità delle operazioni alla normativa vigente. Rilievi però dietro i quali se ne trova anche un altro di portata più ampia, relativo cioè al rischio di un possibile falsamento del mercato.

Sda non risulterebbe infatti essere dotata di mezzi per il trasporto a temperatura controllata, e anzi secondo quanto puntualizzato ieri per la consegna dei vaccini di Moderna avrebbe semplicemente “attrezzato 40 furgoni con celle frigo da 1.300 litri ognuna”.

“La legge 219/06 che in Italia regola il trasporto di prodotti farmaceutici – ricorda Pierluigi Petrone, presidente di Assoram – stabilisce che questo debba essere effettuato avvalendosi di corrieri che utilizzano furgoni coibentati, salvo eccezioni che possono essere legate a casi ingolfamento di flussi e simili. Situazione che non sembra verificarsi allo stato attuale, dato che gli operatori del comparto stanno portando avanti le loro attività con regolarità. Come è possibile che sia dunque lo Stato stesso a non ottemperare a questa normativa, affidando il trasporto a corrieri che – perlomeno per quanto risulta a noi – non impiega mezzi di questo tipo?”. Il ragionamento va anche al di là del caso specifico: “Questo precedente a nostro avviso non può non suscitare fastidio in chi finora ha investito risorse per dotarsi di mezzi di questo tipo. Non solo: noi depositari farmaceutici potremmo decidere di affidarci a corrieri tradizionali ogni volta che riteniamo di essere ‘ingolfati’…”.
“Avendo appreso della distribuzione del vaccino di Moderna da parte di Sda, mi interrogo anche io su quali siano gli standard qualitativi e del rispetto della normativa vigente in merito al trasporto pharma e a temperatura controllata” ha aggiunto il rappresentante italiano di un operatore primario della distribuzione healthcare.

Da un altro operatore del comparto arriva una osservazione più ampia sui rischi per il settore: “Quest’anno l’e-commerce ha avuto una crescita esponenziale anche nel settore Healt ed ha tolto numeri ai canali abituali di distribuzione farmaceutica. A differenza del settore della logistica specializzata questo trasporto non è soggetto ad alcun controllo. Oltre questo fenomeno, incentivato dalla pandemia, esiste un mondo sommerso di trasporti pharma che abitualmente avviene ancora con i canali della distribuzione espressa tradizionale, senza il pieno rispetto delle regole in materia di conservazione e trasporto ed in risposta ad un mercato dove il prezzo e la velocità di consegna fanno ancora la differenza. Sono numeri importanti sottratti al nostro settore, che però deve invece fare sempre maggiori investimenti per stare al passo con le normative e con la richiesta di qualità della clientela”.

Un rilievo di altra natura riguardo l’intera gestione del piano vaccinale arriva infine da Raffaele Casilli, di Collect Srl SB: “In aggiunta alle molteplici perplessità da chiarire, riguardo il rispetto delle disposizioni in materia imposte dalla legge e dalle buone pratiche di distribuzione dei prodotti farmaceutici GDP, c’è da osservare il manifesto dispiego, che ritengo dispersivo, di molteplici operatori coinvolti: Kuehne+Nagel, il vettore polacco, incaricato per il trasporto stradale, l’esercito italiano, Sda”.

Oltre alle questioni, tecniche ma non solo, sollevate dagli ‘addetti ai lavori’, restano poi altri punti di domanda.

Il primo riguarda l’entità del coinvolgimento di Sda: dopo questa prima operazione, non è noto se l’azienda si occuperà anche delle successive consegne di vaccini Moderna (verrebbe da pensare di sì, considerato l’intervento disposto sui furgoni) o se seguirà anche quelle dei preparati di altre case farmaceutiche (Astrazeneca, etc.) che dovessero essere approvati e resi disponibili prossimamente.

Rimane poi un interrogativo sulla cornice nella quale sta avvenendo questa attività. In altre parole, sulla base di quale procedura ne è avvenuto l’affidamento a Sda-Poste Italiane? In attesa di un riscontro dalla diretta interessata, va rilevato che la struttura commissariale lo scorso aprile aveva avviato una procedura semplificata di urgenza (tramite inviti diretti agli operatori) che aveva per oggetto “l’attività di trasporto merci e servizi complementari”, la quale aveva visto proprio Sda aggiudicarsi uno dei due lotti (l’altro, relativo al trasporto aereo e all’handling aeroportuale, era stato ‘vinto’ da Neos). La controllata di Poste Italiane si era aggiudicata in particolare la porzione che comprendeva le attività di presa in carico dalla dogana alla consegna alla destinazione finale della merce, intesa però come “materiali sanitari”. Nessun riferimento, esplicito o meno, era peraltro presente nel disciplinare di gara rispetto alla possibilità di svolgere trasporti a temperatura controllata.

Francesca Marchesi

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