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Economia

Traffici marittimi da e per il Golfo Persico paralizzati

Una petroliera è stata bombardata, Msc ha sospeso le spedizioni da e per il Medio Oriente, Cma Cgm ha introdotto una nuova surcharge per i container

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
1 Marzo 2026
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Com’era prevedibile dopo lo scoppio del conflitto in Iran e il paventato blocco dello Stretto di Hormuz, il traffico marittimo da e per il Golfo Persico è paralizzato. Almeno 150 navi cisterna per il trasporto di greggio e di Gnl hanno gettato l’ancora rimanendo alla fonda in mare aperto Al Jazeera.

Complessivamente ci sono almeno sei navi da crociera attualmente bloccate tra il porto di Port Rashid a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Oltre alla Msc Euribia figurano anche la Celestyal Discovery e la Celestyal Journey della compagnia Celestyal Cruises, oltre alla Aroya della compagnia saudita Aroya Cruises.

Secondo le stime dell’agenzia di stampa Reuters basate sui dati di tracciamento delle navi della piattaforma MarineTraffic, molte navi petroliere sono raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita, nonché del gigante del Gnl Qatar.

L’Iran ha attaccato la petroliera Skylight mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman. Quattro marittimi sono rimasti feriti nell’attacco e l’intero equipaggio è stato evacuato.

Sul fronte del trasporto marittimo di container Msc, così come altri vettori, ha fatto sapere che i clienti saranno informati non appena saranno disponibili maggiori dettagli sulle alternative possibili per lo sbarco in sicurezza dei carichi.

Oltre a ciò il global carrier svizzero ha fatto sapere di avere precauzionalmente sospeso qualsiasi prenotazione di spedizione da e per la regione del Middle East in attesa di comprendere l’evoluzione degli eventi.

La francese Cma Cgm ha invece subito introdotto un Emergency Conflict Surcharge che va da un minimo di 2mila a un massimo di 4 mila dollari per ogni container da e per Iraq, Bahrain, Kuwait, Yemen, Qatar, Oman, Emirati Arabi, Saudi Arabia, Giordania, Egittop / Porto di Ain Sokhna, Djibouti, Sudan ed Eritrea.

Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti strategici più importanti del pianeta per il commercio marittimo, in particolare per l’energia; si trova tra Iran (a nord) e Oman (a sud), e collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e quindi con l’oceano Indiano.

Il suo peso per i traffici marittimi è spiegato dal fatto che transita da questo stretto circa il 20% del petrolio mondiale consumato ogni giorno. È infatti la principale via di esportazione per grandi produttori come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Anche una quota enorme del gas naturale liquefatto (Gnl) mondiale passa da qui; il Qatar, uno tra i maggiori esportatori globali (anche per l’Italia, dipende quasi totalmente da questo passaggio.

Oltre alle rinfuse liquide e al gas, anche traffici di container, merci varie e project cargo dirette o provenienti dal Golfo Persico dipenono da questo stretto tratto di mare che misura in largehzza circa 33 km.

Un blocco dello stretto di Hormuz potrebbe comportare un repentino incremento del prezzi del petrolio, del Gnl e quindi un fattore di forte stress per i mercati energetici globali.

I paesi del Medio Oriente, compresi quelli del Golfo Persico, rappresentano una quota significativa delle importazioni petrolifere italiane, anche se le fonti non sono esclusivamente dal Golfo. Dati recenti mostrano che Libia e Azerbaigian sono tra i fornitori principali (quest’ultimo principale fornitore europeo per l’Italia negli ultimi anni), mentre l’Arabia Saudita esporta greggio in Italia (oltre 2 miliardi  di dollari nel 2024) ma questo Paese rappresenta una quota più piccola rispetto a fornitori come Azerbaigian e Libia. Altri fornitori del Golfo (Kuwait, Emirati, Iraq, Oman) sono presenti ma con quote inferiori o meno rilevanti nei dati commerciali più recenti. Dunque per il nostro Paese la quota di greggio proveniente dal Golfo Persico è significativa ma non dominante.

Diverso è il discorso relativo al gas naturale liquefatto. Nel biennio 2023–2024 il Qatar è stato il principale fornitore di Gnl per l’Italia, con un valore nettamente superiore a quello degli Usa o dell’Algeria, dunque la chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe un impatto significativo sul gas che arriva via nave verso i rigassificatori del nostro Paese. Altri approvvigionamenti arrivano anche via metanodotti (in particolare dall’Azerbaigian via Tap) ma la dipendenza dai paesi del Golfo Persico risulta significativa.

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