Inaugurata a Roma dalle Dogane la prima Conferenza Nazionale Antifrode
Una full immersion di due giorni nella capitale per definire la strada della sicurezza economica

Roma ha ospitato oggi l’apertura della prima Conferenza Nazionale Antifrode organizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si tratta di un’assoluta novità per l’amministrazione, che per due giorni riunisce i propri vertici, le strutture operative e i partner istituzionali per definire una strategia di difesa del mercato più agile e tecnologicamente avanzata. Il dibattito non riguarda solo la protezione del fisco, ma un concetto più ampio di tutela che abbraccia la salute dei cittadini, la trasparenza degli scambi e la protezione dell’eccellenza produttiva italiana.
Nell’apertura odierna dei lavori il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha inquadrato l’attività dell’Agenzia come un pilastro fondamentale della sovranità economica nazionale. Leo ha evidenziato nel suo intervento come l’evoluzione delle frodi, sempre più rapide e digitalizzate, imponga un investimento deciso in intelligenza artificiale e in architetture di controllo integrate per far sì che vengano utilizzati gli stessi strumenti tecnologici sfruttati dalle organizzazioni criminali e ribaltare il rapporto di forza, garantendo equità a chi rispetta le regole e isolando chi tenta di aggirare il sistema.
Il direttore dell’Agenzia, Roberto Alesse, si è concentrato sul cronoprogramma per il prossimo biennio 2026-2027, che ha definito come un periodo di trasformazione strutturale grazie all’impiego di scanner di ultima generazione e allo sviluppo di piattaforme digitali capaci di operare su scala europea, per favorire la cooperazione tra gli Stati membri. La transizione verso un modello più digitale, ha spiegato, significa ispezioni più rapide, e soprattutto più selettive, e consente di concentrare le risorse dove il rischio è maggiore.
L’urgenza di questo potenziamento è confermata dai numeri registrati nei primi tre mesi del 2026: su una mole imponente di traffico merci, che tocca le 200 mila spedizioni quotidiane per i soli pacchi di modico valore, l’intensificarsi dei controlli ha fatto emergere che circa una spedizione su dieci tra quelle verificate presenta irregolarità. Il tasso di difformità è infatti salito dall’8.4% al 9,9%; un dato che giustifica lo sforzo tecnologico in atto per l’analisi dei dati in tempo reale e l’individuazione automatica dei segnali di rischio.
Nel chiudere il quadro degli interventi, Sergio Gallo, a capo della Direzione Antifrode, ha sottolineato come l’attuale scenario di instabilità geopolitica richieda una reattività costante. In un ordine economico globale sempre più frammentato, l’efficacia dei controlli dipende dalla capacità di incrociare grandi quantità di informazioni e di collaborare stabilmente con la magistratura e le forze di Polizia. L’Agenzia, in questo scenario, si conferma così un presidio avanzato di legalità e di sicurezza economica, strategico nella collaborazione per la tutela della sicurezza nazionale.
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