Crollano a marzo (-9,8%) le spedizioni degli aeroporti italiani
Giù i volumi di Malpensa (-15,7%), Fiumicino (-5,2%) e Venezia (-16,6%)

La guerra avviata da Usa e Israele contro l’Iran a fine febbraio ha sconvolto il mondo delle spedizioni aeree globali. Nel mese di marzo in media i traffici cargo sono calati complessivamente del 4,8%, con andamenti estremamente frastagliati a seconda delle aree.
In questo quadro, quelli gestiti dagli aeroporti italiano hanno registrato una contrazione ancora peggiore, con movimentazioni complessive pari a 100.346 tonnellate, in calo del 9,8% sul marzo 2025.
La flessione è stata pesante per Malpensa, che lo ha archiviato con un calo del 15,7% a 58.620,3 tonnellate anche per via della temporanea chiusura per lavori alla pista 35L/17R dal 16 del mese (per ammissione di Sea, a pesare sono stati però soprattutto le cancellazioni voli legate al conflitto).
A perdere terreno è stato anche Fiumicino, con traffici pari a 21.177,9 tonnellate (-5,2%). Tra gli scali maggiori, pesante è stata anche la perdita per Venezia (4.051 tonnellate, -16,6%), mentre Brescia, probabilmente per via delle deviazioni di voli da Malpensa di cui ha beneficiato, ha archiviato il terzo mese dell’anno con volumi pari a 2.480,5 tonnellate e un calo di solo l’1,9%.
Hanno visto invece crescere le movimentazioni nel mese Bologna (5.145,3 tonnellate, +6,4%) e ancora di più Bergamo (3.302,3 tonnellate, +64,4%).
A seguito del calo di marzo, gli aeroporti italiani arrivano quindi a chiudere il primo trimestre dell’anno con una flessione nelle merci del 2,4%, fermandosi quindi a 279.532 tonnellate. A soffrire di più risulta l’andamento di Malpensa, che a conclusione dei primi tre mesi dell’anno segna 170.353,4 tonnellate, ovvero il 4,5% in meno rispetto al primo trimestre 2025, mentre Fiumicino, con 53.269 tonnellate, perde il 2,1% risultando quindi meno impattata.
Simile (-2,4%) il gap di Venezia (con 12.185 tonnellate), mentre per Bologna il bilancio è ancora positivo (+3,5%, 13.328,4 tonnellate). Bergamo infine continua nella sua cavalcata (9.273,7 tonnellate, + 63,7%), mentre Brescia, nonostante il recupero di marzo, di contro chiude il trimestre con una flessione dei traffici del 15,5% a 6.734,4 tonnellate.
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