Sulla maxi-multa ad Amazon il Consiglio di Stato passa la palla alla Consulta
La Corte Costituzionale è stata chiamata dai giudici amministrativi a esprimersi sul tempo che può intercorrere prima dell’avvio di una istruttoria

Sulla maxi-multa inflitta nel 2021 dall’Antitrust ad Amazon in relazione alle attività logistiche fornite tramite il sistema Fba dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale.
Alla Consulta si è infatti rivolto il Consiglio di Stato – presso il quale il gruppo di Seattle ha presentato ricorso contro la sanzione – per sciogliere un nodo legale relativo a un aspetto procedurale sollevato dall’azienda.
Nel dettaglio, riferiscono Repubblica e Il Messaggero, Amazon tra gli argomenti avanzati ai giudici amministrativi di secondo grado a sua difesa ne ha esposto anche uno relativo ai tempi di avvio delle contestazioni a suo carico. L’authority ha infatti avviato la sua istruttoria solo nell’aprile 2019, nonostante avesse ricevuto segnalazioni al riguardo già nel 2015 e nel 2017. Sul punto il gruppo avrebbe citato l’articolo 14 della legge 689 del 1981 che impone l’avvio entro 90 giorni dall’accertamento, con la ratio di evitare di tenere le imprese nell’incertezza.
Di contro, hanno rilevato i giudici, secondo la Corte di Giustizia Ue un intervallo così breve rischia di rendere difficile l’applicazione del diritto europeo della concorrenza. Proprio sulla possibilità di non attenersi a questo limite temporale dovrà quindi ora pronunciarsi la Consulta.
La questione ruota attorno alla maxi multa – da circa 1,12 miliardi – inflitta nel 2021 ad Amazon per abuso di posizione dominante nell’ambito dei servizi logistici. L’authority, nella sua sentenza, in sintesi contestava all’azienda di aver applicato una strategia di self-preferencing, ovvero un favoritismo nei confronti del proprio servizio ‘Fulfillment by Amazon’, penalizzando i venditori che sceglievano operatori alternativi. Il Tar del Lazio, cui l’azienda si era rivolta contro la sentenza, ne ha poi dimezzato l’entità a circa 752 milioni di euro.
Sul pronunciamento, come visto, hanno però presentato appello presso il Consiglio di Stato sia Amazon, sia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPPLY CHAIN ITALY



