Fermo dei camion Unatras dal 25 maggio, frizioni con Trasportounito
Nell’annuncio delle date del fermo duro attacco alla sigla autonoma, accusata della responsabilità della tragedia alla base della sospensione della protesta
Il fermo annunciato dalle associazioni dell’autotrasporto aderenti al coordinamento di Unatras è stato come annunciato calendarizzato.
Le attività si fermeranno dalle ore 00:01 del 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio 2026: “Al Governo si rivolge un appello chiaro: il tempo delle risposte interlocutorie è finito. Servono misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante. L’autotrasporto è un’infrastruttura essenziale per il paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”.
Un richiamo, quest’ultimo della nota di Unatras, che rinfocola la polemica innescata nella prima parte del testo, con cui la sigla guidata da Paolo Uggè ha attaccato duramente Trasportounito, alludendo a una presunta responsabilità nell’incidente mortale verificatosi stamane presso Caserta, dove un autotrasportatore, sceso dal mezzo per partecipare al presidio organizzato da Trasportounito (mossasi in autonomia rispetto a Unatras), è stato mortalmente investito da un’auto, con la conseguente decisione dell’associazione presieduta da Maurizio Longo di sospendere il fermo.
“Il fermo nel quale si è verificata la tragedia è stato proclamato da una sigla del tutto estranea a Unatras, che ha agito unilateralmente ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa, motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva – il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto – prevista dalla Legge 146/1990. La proclamazione è avvenuta a soli 20 giorni dalla comunicazione alla Commissione, a fronte dei 25 giorni previsti: una violazione consapevole, non un errore procedurale. Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa mira a prevenire e che Unatras giudica inaccettabile” ha accusato Uggè, concludendo che “per queste ragioni, Unatras non intende partecipare a tavoli istituzionali con chi non rispetta le regole fondamentali del confronto e chiede alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti l’applicazione delle sanzioni previste dalla Legge 146/1990”.
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