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Logistica

Vettore marittimo cinese chiede ad Amazon 100 milioni di dollari di risarcimento

China United Lines contesta (negli Stati Uniti) la pretestuosa rottura di un contratto di servizio da parte del colosso dell’e-commerce

di Redazione Supply Chain Italy
28 Gennaio 2025
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China United Lines ha chiesto ad Amazon più di 96 milioni di dollari di risarcimento tramite una richiesta presentata alla Federal Maritime Commission degli Stati Uniti.

Lo spedizioniere-vettore cinese accusa il colosso dell’e-commerce di risoluzione ingiusta e di non aver rispettato la clausola relativa ai minimi di quantità concordati (Mqc – Minimum quantity commitments). Nella sua richiesta all’autorità di regolamentazione statunitense, China United Lines afferma di aver stipulato un accordo biennale con Amazon nell’aprile 2022, offrendo tariffe favorevoli in cambio di garanzie di un Mqc (non precisato), con possibilità di rescissione “per convenienza” con preavviso di 90 giorni.

Dopo un anno dall’accordo, proprio quando le tariffe hanno iniziato a scendere, con un preavviso di un mese avrebbe risolto l’accordo citando la clausola della “convenienza”. Sebbene inizialmente Amazon abbia accettato di pagare la penale di risoluzione anticipata prevista contrattualmente a CU Lines di circa 31,5 milioni di dollari, il vettore sostiene che Amazon abbia poi negato il contratto e cercato di classificare la risoluzione come “giusta causa” per non pagare la penale.

Secondo la documentazione Amazon affermerebbe “che China United avrebbe violato le clausole di riservatezza, rivelando sul social network WeChat di trasportare merci per Amazon”. Il vettore replica però che i suoi post erano seguiti a una pubblicazione “estesa” da parte di Amazon su WeChat, identificando il vettore come un “partner commerciale”, e che i post di Amazon avevano anche fornito dettagli sulla relazione commerciale tra i due, inclusi prezzi e programmazione.

Da qui la richiesta di un risarcimento di oltre 96 milioni di dollari, che include la penale per risoluzione anticipata non pagata e una somma pari alla differenza tra le tariffe di trasporto più economiche del contratto e le tariffe di trasporto effettive per le spedizioni Amazon effettuate durante il periodo in cui l’accordo era in vigore.

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