Flessione netta (-4,6%) per l’export italiano a gennaio
In calo anche le vendite verso l’area Ue (-3,9%) oltre a quelle extra Ue (-5,5%)

A gennaio, l’export italiano ha registrato una flessione su base annua del 4,6% in valore e del 5,8% in volume, che ha interessato sia l’area Ue (-3,9%) che quella extra Ue (-5,5%). Ancora maggiore la riduzione tendenziale dell’import, pari al- 7,4% in valore, che coinvolge in misura più ampia l’area extra Ue (-13,9%) rispetto a quella Ue (-2,0%). In volume, le importazioni si riducono del 2,9%.
Tra i settori che più contribuiscono al calo delle esportazioni anno su anno, Istat segnala quelle di coke e prodotti petroliferi raffinati (-38,2%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a) (-7,3%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (-9,2%). In aumento su base annua soltanto l’export di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+17,1%), di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+5,9%) e, in misura contenuta, di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+0,8%).
Nel periodo, i paesi che più contribuiscono alla flessione dell’export sono Francia (-7,5%), Stati Uniti (-6,7%), Germania (-4,8%) e Regno Unito (-12,3%), mentre aumentano solo le vendite verso Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e Austria (+5,1%).
Su base mensile, per il gennaio 2026 Istat stima una riduzione delle importazioni dell’1,3%, mentre le esportazioni sono pressoché stazionarie (-0,1%). In particolare l’export è sintesi di un incremento per l’area Ue (+1,4%) e di una flessione per l’area extra Ue (-1,6%).
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