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Economia

Concluso un nuovo accordo di libero scambio fra Europa e Australia

L’analisi delle nuove opportunità per le imprese europee basata sui dati e l’approfondimento dello Studio Legale Armella & Associati

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
26 Marzo 2026
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Fagioli trasporto eccezionale in Australia

Si consolidano le relazioni tra l’Europa e l’Australia con la conclusione formale delle trattative dell’Accordo di libero scambio e si creano nuove opportunità per gli esportatori europei. L’intesa, raggiunta il 24 marzo scorso, rappresenta un nuovo traguardo dopo soli pochi giorni di distanza dalla firma dell’Accordo di partenariato con cui è stata rafforzata la cooperazione sulla sicurezza e sulla difesa.

Come spiega lo Studio Legale Armella & Associati nel proprio sito, nell’attuale contesto geopolitico caratterizzato da numerose e crescenti tensioni, l’accordo raggiunto è estremamente importante per lo sviluppo delle imprese europee e pone le basi per una cooperazione economica che non ha precedenti.

L’accordo di libero scambio produrrà effetti immediati per l’export europeo abbattendo circa il 99% dei dazi sulle merci esportate verso il mercato australiano realizzando un risparmio stimato di circa un miliardo di euro l’anno per le imprese dell’Unione.

Tra i comparti che beneficeranno maggiormente della liberalizzazione figurano l’agroalimentare, con particolare riferimento a formaggi, preparazioni a base di carne, prodotti dolciari e ortofrutticoli, e vini. Proprio su quest’ultimo fronte, l’intesa garantisce la tutela delle indicazioni geografiche (Ig), assicurando il valore e l’identità dei vini e delle altre bevande alcoliche europee nel mercato australiano.

Riprendendo un modello già adottato con i Paesi del Mercosur, sono stati istituiti contingenti tariffari specifici per i cosiddetti “prodotti sensibili” di origine australiana come riso, zucchero, etanolo e carne ovina. Di particolare rilievo è l’accordo raggiunto sulla carne bovina, fissato a un volume di 30.600 tonnellate, risolvendo una delle principali controversie che nel 2023 avevano portato a un temporaneo stallo dei negoziati. A ulteriore garanzia, è stata introdotta una clausola di salvaguardia bilaterale che permetterà di intervenire con misure restrittive qualora di verifichi un aumento anomalo e improvviso delle importazioni dei prodotti “sensibili”.

Il settore industriale presenta un quadro altrettanto articolato: l’accordo prevede l’eliminazione totale dei dazi sulle automobili europee, ad eccezione di quelli relativi ad alcune voci tariffarie relative ai camion e innalzerà la soglia di esenzione dalla tassa di lusso sulle auto elettriche europee, favorendo la transizione verso i trasporti a zero emissioni.

La liberalizzazione non è però assoluta: molti prodotti del comparto siderurgico rimangono esclusi dalle agevolazioni tariffarie. La Presidenza della Commissione ha infatti confermato che i prodotti dell’acciaio rientreranno nell’applicazione dei nuovi dazi del 50% previsti a partire dal prossimo 1° luglio.

Oltre alle merci, l’intesa estende il suo raggio d’azione ai servizi in settori strategici come la finanza, le telecomunicazioni e i trasporti marittimi vedranno semplificate le procedure d’accesso, con un’attenzione particolare rivolta alle piccole e medie imprese attraverso disposizioni specifiche.  Sul piano della competitività globale, l’Australia diventerà un partner privilegiato dell’Europa per la fornitura di materie prime critiche, tra cui litio, manganese e alluminio. Grazie al divieto di istituire monopoli o tasse all’esportazione verso l’Europa, l’Unione potrà accelerare l’attuazione del Green Deal, riducendo la propria dipendenza dalla Cina.

Con la pubblicazione del testo definitivo prevista nei prossimi giorni, si apre ora la fase finale che porterà alla firma ufficiale e alla piena operatività dell’Accordo.

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