Con la crisi di Hormuz l’Aceto Balsamico di Modena punta sui mercati europei
Oltre il 90% della produzione è esportata, segnala il consorzio di tutela
Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz stanno impattando sulle filiere agroalimentari globali, per via dell’aumento dei costi energetici, dei rallentamenti nei trasporti marittimi e della crescente instabilità nei mercati internazionali.
A temere, tra i vari comparti italiani, è anche quello dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, prodotto estremamente amato all’estero che vede il 90% della produzione venduto fuori confine, in oltre 100 paesi diversi.
“Il contesto attuale è in continua evoluzione e richiede una gestione attenta e tempestiva da parte delle aziende” ha affermato Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena “L’aumento dei costi in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, rischia di influenzare significativamente l’equilibrio dei mercati e la domanda finale. A questo si aggiungono gli effetti collaterali legati al blocco delle principali rotte commerciali, che stanno creando incertezze sulle catene di distribuzione”
La priorità del consorzio, ha quindi aggiunto Mazzetti, è quella di “diversificare i mercati di sbocco e cercare di aumentare la domanda dei consumatori europei mantenendo continuità e stabilità”. Tra i punti di forza, anche in queste fasi difficili, ci sono tuttavia “il valore riconosciuto del prodotto e la capacità della filiera di reagire alle crisi che fanno la differenza”.
“La nostra capacità di sostenere la competitività dipende dalla resilienza della nostra filiera e dal supporto a un posizionamento forte e responsabile del Made in Italy. In questo quadro”, ha concluso Mazzetti, il consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, “auspicabilmente entro aprile”, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”
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